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domenica 8 ottobre 2017

Due giorni in un eremo: facciamo il Ponti della situazione!

Lo scorso fine settimana, dal 30 settembre al primo ottobre, si è svolto Impariamo a leggere, la residenza organizzata dall'associazione culturale Hamelin di Bologna (importante punto di riferimento in Italia per la letteratura per ragazzi, il fumetto e l'albo illustrato). Noi di Cartastraccia eravamo lì, sui colli bolognesi, precisamente all'Eremo di Ronzano, circondati dal silenzio e dal verde: un'atmosfera meditativa nella quale abbiamo gettato tanto caos, mille idee e un bel po' di divertimento.

Del corso, diviso in due sezioni (una rivolta al visivo, l'altra alla letteratura per giovani adulti), abbiamo seguito la prima parte dedicata a un autore di albi illustrati: il maestro Claude Ponti! Un tuffo nel mondo – più corretto sarebbe dire nei mondi – di quest'autore e illustratore francese dalla bibliografia vastissima. Anche se non tutti gli albi sono editi in Italia (quelli pubblicati nel nostro paese devono la loro diffusione alla casa editrice Babalibri), Ponti è uno di quegli autori che, consapevolmente o no, tutti hanno sfogliato almeno una volta. Di solito le biblioteche mettono in esposizione sugli scaffali alcuni dei suoi libri più famosi; una scelta il più delle volte obbligata a causa del grande formato degli albi (più comodo esporli che tenerli nello scaffale). Io stessa ho avuto per un anno intero sotto gli occhi il Catalogo dei genitori senza mai leggerlo. Perché per iniziare ad amare Ponti occorre fare uno sforzo – probabilmente è tale solo per gli adulti – nel leggere (Ponti scrive tanto), nell'osservare (Ponti disegna tantissimo), nell'accettare l'assurdo e la complessità dei suoi universi psichedelici, nel lasciarsi guidare affidandosi al gioco.

«All'inizio non mi piaceva» è stata una delle frasi più pronunciate durante il corso, perché Ponti richiede tempo, ti costringe a soffermarti sui dettagli – spesso totalmente comici – senza riuscire mai a coglierli tutti; ti porta avanti e indietro continuamente, a girare una pagina cinque o sei volte per essere sicuro di aver visto bene, o semplicemente perché un particolare ti ha catturato al punto che non riesci a staccare gli occhi da quella pagina, esattamente come accade ai bambini. 
In Biagio e il castello di compleanno (Babalibri, 2005), i protagonisti sono dei pulcini con una missione: organizzare la festa per il compleanno di Violetta Candita. Assistiamo alla preparazione: aprendo le grandi pagine dell'albo ci troviamo davanti a un accumulo di personaggi, ognuno intento a fare qualcosa (c'è Telekopio che copia Kimicopia; Benjamin Franklin che inventa un ombrello che le servirà a pagina 27) e così via in un mondo in cui sembra che non ci sia spazio per il lettore (come potrebbe? è già tutto occupato dai pulcini!), ma è proprio quando ti senti sommerso che Ponti ti prende per mano e ti chiede di giocare con lui senza lasciarti mai.

Mondi incomprensibili razionalmente, ai quali si riesce a credere grazie a un uso preciso del disegno (i contorni sono delineati, le immagini realistiche), come in L'Avié d'Isée (l'école de loisirs, Parigi, 2013) in cui seguiamo l'insolito viaggio di una bambina attraverso molteplici universi. I protagonisti hanno quasi sempre una missione (La notte degli Zefirotti, Babalibri, 2007), percorrono un sentiero che coincide con la ricerca di sé, si staccano dalla propria famiglia (in senso più o meno generale) per esplorare quello che c'è fuori (La mia valle, Babalibri, 2001) e, attraverso l'esperienza del mondo, riescono a crescere.

Se un Tuim è davvero arrabbiato va al Teatro delle Collere. Una volta ad esempio, mi sono molto arrabbiato con Tomo-Tug che aveva rotto il mio Poto Mobile. Dal modo come nascondeva le orecchie ho capito che l'aveva fatto apposta. Sono andato al Teatro. Nel laboratorio mi sono costruito una maschera da Grandissima Collera e una marionetta da Tomo-Tug (con quella sua aria tonta). Poi sono andato in scena e ho recitato la mia Grandissima Collera. Ho detto tutto ciò che pensavo e anche quello che non sapevo nemmeno pensare. Ho gridato, urlato, picchiato con i pugni, piedi e martello. Ho frantumato la marionetta, l'ho ridotta in briciole. E le briciole mi hanno chiesto scusa.
(La mia valle)

Ma quello che emerge a una prima lettura – anche superficiale – degli albi di Ponti è che fanno ridere. Si ride a vedere Biagio (o i Biagi – perché chiunque indossi la maschera può essere Biagio) col suo ghigno crudele combinarne di tutti i colori: stappare il tappo a una tempestatrice tappata; organizzare una corsa di sedie (geniale nel suo paradosso). Si ride a vedere Venturo a pezzi (letteralmente i pezzi del corpo di Venturo volano da una parte a un'altra), si ride così tanto che adesso siamo noi Biagio, con lo stesso ghigno monello e crudele stampato sulla faccia. (Biagio... quante avventure!, Babalibri, 2016). E non sono solo le immagini o le situazioni a suscitare il riso, anche le parole hanno la loro “colpa”: non sono solo i mondi a essere costruiti e de-costruiti, anche alla lingua accade lo stesso. Metafore, metonimie, giochi linguistici (ecco spiegato il buffo titolo di quest'articolo, un piccolo omaggio al genio dello scrittore).

C'è Ca-Ciotto che non divide il suo formaggio con nessuno, Piumotto che ha sempre freddo ed Etichetta addosso a Coccolo. C'è anche Fosco che riesce a dormire solo al buio. C'è Violina che ascolta sempre la musica e Notanò che detesta la musica e infine Metello che è convinto di wssere un pipistrello. 
(Sul ramo, Babalibri, 2008)

A tutti i genitori consigliamo di sfogliare insieme ai propri bambini il Catalogo dei genitori e stare al gioco, grandi e piccini, nell'accettare il sottotitolo del libro: «per i bambini che vogliono cambiarli». Un catalogo di possibili genitori da sostituire a quelli veri (nel libro troverete tutte le istruzioni da seguire per riceverne dei nuovi). Un albo pieno di giochi di parole comici, ci si burla dei genitori tipizzandoli, portando all'estremo alcune caratteristiche talmente assurde da essere credibili: ci sono gli avventurieri, i discreti, i triiiisti, i reggicasa, la leisola e il luisolo, i beiprogetti, i trankili, gli entusiasti e così via. Un unico consiglio: divertitevi!

I confortevoli
Veri e propri divano-letto in carne e ossa, questi genitori hanno in testa una sola idea: evitare tutto ciò che punge, urta, sbuccia, rompe e rende la vita de-coccolata e do-lorosa. Sempre pronti ad accogliere un bambino tra le braccia o ad aprirsi per lui, adorano passeggiare tranquillamente. Non morite senza averli provati!
(Catalogo dei genitori per i bambini che vogliono cambiarli, Babalibri, 2009)

Ponti è stata una scoperta, per me che sono molto pigra e spesso rifuggo tutto quello che richiede tempo, ma appena lo affronto e mi faccio trascinare finisco con lo scoprire un universo spiazzante. Ponti è meraviglia, fantastico, psichedelia, assurdo, gioco e soprattutto storie.

Una questione con cui ci siamo lasciati: nel panorama dell'albo illustrato contemporaneo mancano dei narratori di storie? Ce n'è ancora bisogno? Cos'è cambiato? 
Rigiriamo a voi questa domanda e in attesa di una risposta vi invitiamo a prendere quel libro esposto sullo scaffale: apritelo e... fatevi un bel viaggio!


Un grazie ad Hamelin che ci ha guidato alla scoperta di questi mondi.

Certe volte salgo all'Osservatorio, mi siedo sull'ultima pietra in cima in cima e guardo il mare...

(La mia valle)


Stella Larotonda









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