14 dic 2019

Spaesamenti: un report da BilBOlbul 2019

L'ultimo fine settimana di Novembre si è svolta la XIII edizione di BilBOlbul Festival Internazionale di Fumetto organizzato dall'associazione culturale Hamelin e noi di Cartastraccia siamo andate in trasferta nella bella Bologna. Dopo quattro giornate intense, da giovedì 28 novembre a domenica 1 dicembre, siamo tornate a casa con i piedi gonfi ma con uno sguardo più ampio sull'incompiutezza della condizione umana, sociale e civile del nostro tempo.
Il concetto che gli organizzatori del festival hanno voluto portare al centro delle nostre riflessioni è lo spaesamento, tema che si coniuga alla perfezione nella scelta dei tre principali ospiti di BBB19: Nora KrugYvan Alagbé e Chris Reynolds. Abbiamo visitato le loro rispettive mostre, abbiamo assistito agli incontri e siamo entrati nel loro personale immaginario, perdendo anche noi - per un istante - quei punti di riferimento che ci permettono di capire che cosa abbiamo davanti agli occhi. Sì, perché conoscere tre identità così diverse e attraversare le contraddizioni della loro interpretazione di spaesamento non è un'impresa semplice e immediata.


Nora Krug: Heimat è il titolo della mostra promossa da BilBOlbul Festival internazionale di fumetto e il Goethe-Institut di Roma che indaga sulla genesi del libro attraverso un percorso espositivo frammentato in tavole originali di Heimat, cassettiere contenenti fotografie, manoscritti, documenti e oggetti recuperati al mercato delle pulci.
Il percorso si snoda tra passato e presente e intende riscoprire l'identità familiare e nazionale di una donna tedesca che da vent'anni vive negli Stati Uniti tra non tedeschi e decide di tornare consapevolmente nel suo luogo di origine, la sua heimat, parola carica di molteplici accezioni. É quel "paese canaglia" - come afferma la stessa Krug in uno degli incontri durante il festival -, la Germania nazista della Seconda Guerra Mondiale che, nelle pagine del graphic novel, viene raccontato secondo un processo di ricostruzione non cronologico, senza fine né principio, perché non ci si mette mai in pari con la storia. Ma è anche un viaggio di riscoperta collettiva e universale perché tutti abbiamo una storia familiare e tutti dobbiamo fare i conti con la memoria del nostro passato.



Il motore autobiografico che si cela dietro la realizzazione del libro è visibile nella costante ricerca di mettere insieme i pezzi. L'intera opera è fatta di indizi, non ci sono prove e non si arriva mai a qualcosa di assoluto e definito, si procede seguendo un percorso tracciato da briciole di pane - non da sassi - perché tutto sfugge, tutto potrebbe portare in nessun luogo e c'è sempre un senso di precarietà. Il recupero della memoria avviene attraverso l'uso della relazione tra immagini e parole. Numerose sono le fotografie, le immagini e i disegni e tante sono le cose che succedono visivamente. Si cerca quindi di dare un ordine ai frammenti attraverso il disegno; il senso del disegnare fa perciò da collante e diviene strumento di ricerca.


Nonostante la condizione di incertezza dovuta all'assenza di punti di riferimento nitidi, Krug segue un preciso rigore metodologico nella sua indagine e nel fare arte con il fumetto. L'occhio del lettore deve essere attento per seguire e comprendere l'architettura complessa della struttura stilistica dell'autrice. C'è una profonda difficoltà nel dire, nel raccontare una storia - per vergogna, senso di colpa, disagio, mancanza di testimoni diretti - e la stessa Krug, in varie bozze delle sue illustrazioni, si rappresenta di spalle a testimonianza della frammentarietà e dell'incoerenza dei ricordi. Ma alla fine, di quella Heimat tanto sospirata, forse non resta più soltanto «un'eco, una parola dimenticata un tempo urlata tra le montagne». Sì, la nostra conoscenza della storia non è enciclopedica, resta sempre un territorio indefinito, un qualcosa che ci sfugge, ma è proprio questa la sua vera essenza e noi le apparteniamo.



Una storia dell'amore è la mostra che ha portato il disegnatore franco-beninese Yvan Alagbé per la prima volta in Italia. L'autore ci racconta una storia che parte dalle relazioni umane per poi far emergere narrazioni di carattere sociale e politico, come la questione migrante.
Negri gialli è la storia di Alain e Martine, protagonisti del racconto che dà il titolo al volume Negri gialli e altre creature immaginarie - uscito per Canicola proprio in occasione del festival -, due fratelli arrivati nella periferia di Parigi. Senza documenti, vengono aiutati da un anziano algerino di nome Mario, un uomo solo - e per questo disperato e bizzarro - che combatte tragicamente contro la sua condizione. L'uomo in passato era un harki, uno di quei soldati che, durante la guerra di liberazione, si schierarono con il governo coloniale e furono poi costretti a emigrare in Francia. 


Profondo è il senso di spaesamento che si prova nel guardare i suoi gesti e ci domandiamo: che cosa vuole Mario da loro due? Perché è così morboso con degli sconosciuti? Quello che stiamo percorrendo è il territorio dell'immigrazione, della difficoltà di integrazione e della conseguente solitudine, declinato nella lettura della coscienza umana dei personaggi e nell'estraneità delle relazioni umane così divisorie ed esautorate. Ma, essendo una storia dell'amore, è di questo che ci vuole parlare Alagbé. Dell'amore che manca a Mario, di quello che invece troviamo tra Claire e Alain, lui africano e lei parigina disposta a sposarlo pur di risolvere la questione dei documenti. Così, la mostra allestita mette al centro del suo percorso il concetto universale di amore e vi troviamo illustrazioni che riproducono fotogrammi, sculture e riferimenti grafici che si discostano da quel sentimento inteso in senso puramente romantico per acquisire un significato profondamente politico.


Da un immaginario realistico e sentimentale così spietato, si arriva ad un tratto più intimistico in cui scompaiono le vignette e si lascia spazio al flusso di pensiero dei personaggi. Si giunge quindi ad un disegno astratto e, come in Nora Krug, anche qui gli scenari disorientano perché incompiuti e indefiniti. Alagbé con i suoi racconti dichiara apertamente l'incapacità dei paesi europei di raggiungere quell'integrazione che metterebbe a tacere tutte le questioni sulla diversità tra bianco e nero. Ma è ancora tutto molto precario, forse quel che manca è la forza di quell'amore primordiale che nel racconto d'apertura Love ritrae una donna nuda e distesa mentre allatta il suo bambino.

Giorni nuovi... E migliori? è invece la mostra dedicata a Chris Reynolds e che riprende il titolo di una storia breve de Un mondo nuovo. Fumetti dalla Mauretania aggiungendo però il punto interrogativo finale e connotandola di una sfumatura non indifferente. L'edizione del libro, curata da Seth e pubblicata per Tunué in collaborazione con BilBOlbul, si compone di racconti a dir poco misteriosi. Neppure Reynolds sembra voler collaborare per fare chiarezza perché la risposta più comune alle domande che gli vengono poste è "Non ricordo, sono passati trent'anni ormai". In effetti, in questi decenni il grande mercato editoriale gli ha concesso poco spazio ed è così finito per auto prodursi e per dimenticare gran parte della genesi del suo lavoro.


Un mondo nuovo è una raccolta di storie che, a differenza di quanto si possa pensare, non sono collegate tra loro; il progetto originario di Reynolds non seguiva infatti l'ordine in cui lo vediamo oggi, pertanto i racconti non devono essere letti secondo le logiche di coerenza e continuità. L'età d'oro, ad esempio, viene inserito quasi a metà del libro, eppure, ci parla di un mondo precedente e i personaggi qui rappresentati sono più giovani rispetto alle storie che abbiamo incontrato prima. L'universo della Mauretania è incomprensibile, ci sono gli alieni, edifici che scompaiono misteriosamente, un soldato di nome Reg che torna a casa dopo la guerra ma la trova distrutta dagli scavi ed è costretto ad accettare che le cose stanno cambiando e che non c'è più posto per lui in quel luogo. Incontriamo poi Rosa, una famosa attrice che muore per ricomparire come se nulla fosse e senza dare spiegazioni, lasciando disorientati ex colleghi e lettori. 


E poi c'è Monitor, il personaggio più affascinante creato da Reynolds, un supereroe per Jimmy - che diventerà il suo successore - o uno sciroccato come lo definisce il signor Prime. Eppure sembra che solo lui, con il suo inconfondibile casco bianco, sia in grado di comprendere la realtà in cui vivono e di accettarla con passività solo apparente. Jimmy, come abbiamo detto, prende il posto di Monitor e lo vediamo nel racconto più lungo inserito a fine raccolta: Mauretania. Qui ci racconta la venuta di un nuovo mondo, un universo che trova origine da grandi contraddizioni e domande irrisolte. Si avverte soprattutto l'incapacità di agire dell'uomo davanti al cambiamento e una costante percezione di mancanza di senso e perdita di controllo. Eppure l'uomo non vuole rassegnarsi a questo destino. Solo Susan e Jimmy sembrano avere fiducia nel futuro, «ora il mondo starà bene, andrà meglio» e questo cambiamento - che non vediamo, ma sappiamo che qualcosa di nuovo è accaduto - è avvenuto mentre loro erano lì e noi lo vediamo in un'iconica scena finale del libro.


Il tono poetico delle parole di Reynolds, connotate da un senso di malinconia e nostalgia, è inconsapevole, non è voluto né tantomeno ricercato. Tuttavia, il carattere visionario e onirico della sua poetica è il tratto essenziale delle sue tavole. Come ammette lo stesso autore, le storie sono state scritte al mattino prima delle dieci, perché dopo quell'ora X sarebbe diventato tutto troppo razionale e non avrebbe avuto più alcun senso. Si può ammirare così il rapporto che esiste tra scrittura e immagine nelle tavole originali esposte in occasione del festival. Troviamo parole che obbediscono alle leggi del sogno e disegni che, al contrario, si rivelano precisi e regolari. La composizione delle vignette è caratterizzata da griglie geometriche e le parole sono racchiuse in cornici dai tratti forti e dai bordi pesanti, spesso ondulati come a ricordare la bordatura dei francobolli. L'universo indomabile della Mauretania può essere, perciò, tenuto a bada solo dalle griglie sistematiche di Reynolds che ha così creato un'antologia che anche noi in Italia meritavamo di conoscere.
Se, come noi, non siete riusciti a sfuggire al labirinto poetico di questi tre grandi autori e disegnatori, vi invitiamo a visitare le loro rispettive mostre e a correre il rischio di restare abbagliati da questi tre immaginari che non sono poi così lontani dal nostro presente. 
La mostra Nora Krug: Heimat è aperta fino al 6 Gennaio 2020 presso il Museo internazionale e biblioteca della musica, mentre le mostre Una storia dell'amore Giorni nuovi... E migliori? sono aperte fino al 20 Dicembre presso l'Accademia di Belle Arti e Spazio b5.
Silvia La Fratta

1 dic 2019

SEGNALAZIONI: TRUTH | TRASFORMA a cura di Tiziano Tancredi

Segnaliamo con piacere la personale di Alessandro Sabong, in arte TRUTH, dal titolo TRASFORMA, a cura di Tiziano Tancredi. 


21 nov 2019

Fumetti nei musei: un viaggio a fumetti nei musei italiani


Qualche settimana fa mi è capitato fra le mani il frutto di un progetto realizzato lo scorso anno e che mi ha conquistata al primo sguardo. Sto parlando di Fumetti nei musei, una collana di ventidue storie a fumetti destinata ai bambini e ai ragazzi, dai 6 ai 18 anni, che partecipano ai laboratori didattici nei musei italiani. L'obiettivo di questa iniziativa è avvicinare i ragazzi al patrimonio culturale, artistico, archeologico e museale del nostro paese, usando un linguaggio - quello del graphic novel - accattivante e godibile soprattutto per i giovanissimi.



Il progetto nasce dalla collaborazione tra la casa editrice Coconino Press - Fandango (che con indiscutibile modestia pubblica i fumetti più belli del mondo) e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) con il supporto di Ales Spa, della Direzione Generale Musei e del Centro per i Servizi educativi del MiBACT, con il fine di promuovere il territorio e far sì che i ragazzi possano gustare in modo divertente e, al tempo stesso, costruttivo i tesori custoditi nei nostri musei. Al momento si contano ventidue graphic novel realizzati dai migliori fumettisti del panorama italiano attuale, tra cui Martoz, Tuono Pettinato, Lorenzo Ghetti, Paolo Bacilieri, Alessandro Tota, Marino Neri e la giovanissima ZUZU. Autori e disegnatori, accompagnati dai direttori museali, si sono recati nei maggiori luoghi di interesse culturale tra gallerie, musei e palazzi, dando così vita a storie spassose, toccanti, misteriose e post apocalittiche ambientate in questi stessi siti culturali.



Il progetto della collana è curato nei minimi particolari, a partire dalla sovraccoperta trasparente realizzata da LRNZ (Lorenzo Ceccotti) che, una volta sfilata, con semplici e precise istruzioni permette ai ragazzi di disegnare la propria idea di copertina. Si sfogliano le 18 pagine del fumetto, passando per momenti di approfondimento arricchiti con immagini in cui sono ritratti sia gli artisti coinvolti nell'iniziativa che le opere del museo oggetto delle storie. Infine, ancora un ultimo guizzo di creatività viene lasciato alla libera fantasia dei ragazzi che vogliono cimentarsi con il linguaggio del fumetto e narrare una loro avventura sottoforma di "nuvole parlanti", ambientata nel museo che hanno visitato. Sei vignette bianche che potrebbero dar vita a promettenti futuri fumettisti.

Ma Fumetti nei musei non finisce qui perché è anche il titolo di una mostra che è stata inaugurata a Febbraio 2018 presso l'Istituto Centrale per la Grafica di Roma, spazio che ha visto la partecipazione di numerosi visitatori provenienti da tutto il mondo. Le opere esposte - 88 stampe originali tra copertine degli albi, tavole, schizzi e bozzetti realizzati dagli artisti - sono entrate a far parte della collezione permanente del Palazzo della Calcografia, dando così forma al primo importante nucleo di opere dell'Istituto Centrale per la Grafica legato alla nona arte.


Tornando ai balloon, una storia che ha divertito molto mio nipote di nove anni è Hanchi e il ladro sensibile, scritta da Maicol & Mirco che fanno muovere le piccole protagoniste all'interno della Galleria Nazionale delle Marche. Pinchi vuole andare al mare perché fa molto caldo e perché, anche se l'ha visto mille volte, non l'ha mica visto tutto! E invece, suo malgrado, si trova al Palazzo Ducale di Urbino insieme alla sua amica Hanchi. Tra improbabili pozzanghere antiche conservate nella galleria, un considerevole rischio di affogare in un'acqua bagnata bagnatissima e dei misteriosi sniff sniff che risuonano nelle orecchie, le tre bambine restano abbagliate dai colori di un famoso dipinto: Stimmate di San Francesco di Federico Barocci.

Come le protagoniste della storia a fumetti, anche i nostri ragazzi possono ammirare la luce che squarcia il cielo dipinto nel suo buio buissimo. Ma i colori qui sono ridotti ai minimi termini: bianco e nero e qualche chiazza rossa qua e là che anima gli abiti delle bambine come fossero piccole macchie di sugo. Maicol & Mirco, con il loro inconfondibile tratto minimalista fatto di linee vibranti ed essenziali, conducono i piccoli lettori in una storia dai toni umoristici e, quasi come fosse un'indagine, ci portano ad una tenerissima risoluzione finale sul mistero di quel continuo sniff sniff che fa da sfondo ai loro dialoghi. L'enigma svelato nelle ultime pagine del fumetto non è altro che un espediente per raccontare che, come le tre bambine che restano folgorate dalla luce fortissima del dipinto, anche noi possiamo restare fulminati dalla bellezza dei tesori che popolano le nostre città. Così, anziché pensare di rubarli e portarli a casa come fanno spesso i bambini che al grido di "è mio!" credono di potersi appropriare di qualsiasi gioco, possiamo invece aspirare a diventare pittori-scultori, anche se in questo caso le nostre tre bambine hanno solo bisogno di un idraulico.


  

Nella storia disegnata da Alice Socal, invece, sono tantissimi i colori che dominano le 18 pagine illustrate. Questa volta ci troviamo a Venezia, precisamente nella Galleria dell'Accademia, insieme a Bea, Paco (un cane e un gatto, sorella e fratello) e a un piccolo verme guida di nome Verner che fa da Cicerone. Ad accompagnarli c'è anche una vecchina sola soletta, un po' annoiata e in cerca di avventure. Così Bea e Paco, in un susseguirsi di piroette e passeggiate labirintiche, si intrufolano nei dipinti della galleria, tra un giro in gondola e un gustoso picnic nel lontano 1741.
Nel frattempo la famosa Vecchia di Giorgione, dopo secoli di forzata immobilità nella sua cornice, si gode questa nuova libertà andando a trovare tutti i suoi colleghi dipinti e cercando, in incognito, l'uscita dalla galleria. Ma l'affetto e gli occhi attenti dei visitatori riusciranno a riscaldare il cuore della Vecchia e a farle cambiare idea? Forse è il caso di andare a controllare direttamente all'Accademia di Venezia.
Con sottile ironia, Alice Socal fantastica sul volto imbronciato della nostra Vecchia che sconvolge il rigore che normalmente ci si aspetta da una galleria d'arte. Ma come il titolo stesso ci ricorda, SHHH, siamo sempre in un museo!



Questi fumetti, oltre a soddisfare il nostro gusto estetico, ci raccontano che i musei non sono luoghi vecchi, noiosi, polverosi o da grandi. Possono, infatti, narrare tantissime storie, tutte diverse: storie incredibili, strabilianti e fantastiche in cui si muovono mostri, fantasmi e supereroi. Soprattutto, mostrano che improbabili allagamenti e buffi tentativi di fuga possono convivere con la storia racchiusa all'interno di una cornice e persino nello spessore dei marmi scultorei più raffinati. Questo perché i musei non sono luoghi antiquati e deserti, ma sono popolati da storie vive ed eterne.
Come ha sottolineato Ratigher, il direttore editoriale di Coconino Press - Fandango, questo "è un progetto che non ha eguali" perché racconta i musei italiani servendosi di un mezzo comunicativo inedito e intelligente. L'arte del fumetto riesce infatti a coinvolgere in maniera straordinaria bambini, ragazzi e famiglie avvicinandoli così in maniera innovativa al nostro patrimonio artistico e culturale. La bellezza di questo linguaggio risiede nella sua immediatezza, mai banale o lasciata al caso, ma formativa e divertente al tempo stesso.
Se vi fosse sfuggito, bisogna ricordare che il progetto ha vinto il Gran Guinigi 2018: Premio Stefano Beani come miglior Iniziativa Editoriale.




Ecco l'elenco dei musei e degli autori delle ventidue storie a fumetti:
Galleria Borghese, Roma – Martoz
Galleria dell'Accademia, Firenze – Tuono Pettinato
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma – LRNZ
Galleria Nazionale dell'Umbria, Perugia – Andrea Settimo
Galleria Nazionale delle Marche, Urbino – Maicol & Mirco
Gallerie degli Uffizi, Firenze – Alessandro Tota
Gallerie dell'Accademia, Venezia – Alice Socal
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma – Paolo Parisi
Musei Reali, Torino – Lorena Canottiere
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli – Lorenzo Ghetti
Museo Nazionale del Bargello, Firenze – Otto Gabos
Palazzo Reale, Genova – Fabio Ramiro Rossin
Parco Archeologico di Paestum – DR. PIRA
Pinacoteca di Brera, Milano – Paolo Bacilieri
La Reggia di Caserta – Maicol & Mirco
Gallerie Estensi, Modena e Ferrara – Marino Neri
Museo Archeologico Nazionale, Napoli – ZUZU
Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria – Vincenzo Filosa
Museo Archeologico Nazionale, Taranto – SQUAZ
Palazzo Ducale, Mantova – Sara Colaone
Parco Archeologico di Pompei – Bianca Bagnarelli
Parco Archeologico del Colosseo, Roma – Roberto Grossi



Gira voce che tra meno di un mese ci saranno nuove sorprese. Il progetto originario, infatti, non si limiterebbe a queste ventidue storie, ma dovrebbe coinvolgere altri 10 musei autonomi e 17 Poli regionali, arrivando così alla realizzazione di 50 graphic novel
Gli artisti coinvolti o altri dettagli sui nuovi albi del progetto non sono ancora stati annunciati.
Non ci resta quindi che attendere la notizia ufficiale e nel frattempo tenere d'occhio i canali ufficiali (Facebook e Instagram) dedicati al progetto e seguire #Fumettineimusei

Link utili:


Silvia La Fratta

1 ott 2019

Libri e app in biblioteca: la sezione ragazzi come motore di promozione della biblioteca per tutta la comunità


Pubblichiamo il testo della relazione tenuta da Leyla Vahedi durante l'incontro alla Biblioteca di Cori "Elio Filippo Accrocca" in occasione del Bibliopride (28/09/2019), manifestazione promossa da Aib (Associazione italiana biblioteche) 

Libri e app in biblioteca: la sezione ragazzi come motore di promozione della biblioteca per tutta la comunità



22 set 2019

Bibliopride a Cori: sabato 28 settembre 2019, ore 17

In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli.

Il Bibliopride è la giornata nazionale delle biblioteche promossa dall'AIB (Associazione italiana biblioteche). 
Noi la festeggeremo insieme alla biblioteca di Cori! 

Sabato 28 settembre, ore 17, Leyla Vahedi dell'associazione Cartastraccia parlerà della sezione ragazzi come motore di promozione della biblioteca per tutta la comunità, del poster *25 buone ragioni per portare un bambino in biblioteca* e di esperienze di promozione con i libri e le nuove tecnologie. 

L'iniziativa nazionale Bibliopride, promossa dall'AIB, è volta a sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza del sistema bibliotecario nazionale. Maggiori informazioni qui

Per la Biblioteca di Cori il Bibliopride è diventato un appuntamento fisso: un'occasione importante per festeggiare e condividere la bellezza del vivere la biblioteca insieme alla comunità e affrontare i temi cari alle biblioteche con esperti del settore con cui riflettere e confrontarci. Oltre all'intervento di Leyla Vahedi, sarà proiettato il cortometraggio "La biblioteca è una parole che vive. Con te", girato nella biblioteca di Cori da Lucio Casellato, che sarà presente e interverrà sul dialogo tra cinema e biblioteca. Saranno proiettate le fotografie di scena realizzate da Francesca Cucchiarelli. 
Ad animare il pomeriggio e la serata, tante attività: mercatino di libri, letture a bassa voce per grandi, Giubileo del lettore distratto e... un brindisi per chiudere in bellezza!