venerdì 24 agosto 2012

Ad occhi aperti, sbarrati! Due libri sull'albo illustrato

Due libri recentemente pubblicati mi son passati fra le mani e sotto gli occhi in questi giorni di vacanza. Il primo è Albi illustrati. Leggere, guardare, nominare il mondo nei libri per l'infanzia, di Marcella Terrusi, ricercatrice al Dipartimento di Scienze dell'educazione dell'Università di Bologna; il secondo è Ad occhi aperti. Leggere l'albo illustrato, curato dall'associazione culturale bolognese Hamelin, da anni impegnata nella promozione dell'editoria ragazzi e nella sensibilizzazione verso l'illustrazione e il fumetto.

Dopo un inverno di letture, nuove scoperte alle fiere di Montreuil e Bologna, colpi al cuore, tentativi di nuove strategie di promozione, per me fermarmi a ragionare su cosa sia l'albo illustrato, quali le sue specificità e soprattutto le immense potenzialità di uno strumento libro tutto particolare è stato prezioso, e questi due testi, per un verso e per l'altro, hanno fornito un contributo stimolante a questa riflessione.


In un contesto in cui numerose pubblicazioni testimoniano l'avvio di un promettente dibattito sull'importanza e sulle specificità del picture book e l'interesse sempre crescente per un'editoria di confine, mi è sembrato importante segnalare alcuni volumi che ci offrono l'oppurtunità di rinfrescare lo sguardo su un prodotto editoriale con cui lavoriamo e che ci troviamo tutti i giorni tra le mani, rivolto non esclusivamente ai ragazzi eppure capace di attivare un tipo di lettura a tutto tondo, ancestrale come solo le letture infantili sanno essere, coinvolgente tutti i sensi e agitatrice di sentimenti e impressioni fortissime. 
In questo fermento, un invito a scoprire quel che in più c'è nell'albo era stato offerto dalla riflessione dell'autrice e illustratrice Suzy Lee, nella Trilogia del limite edita da Corraini sempre questo anno.
 Che cos'è dunque l'albo illustrato? E' un libro che trascende i confini delle pagine, viene mangiato dalle legature (l'ormai notorio caso dell'onda di Suzy Lee) e viene divorato con gli occhi. L'albo illustrato si legge, tant'è che entrambi i volumi che stiamo prendendo in esame lo dichiarano sin dal titolo (leggere): gli occhi dell'ascoltatore e del lettore, quando si tratta di un albo illustrato, si spalancano cercando avidamente di afferrare immagini, lettura e senso. Nel corso dell'anno, durante le attività di lettura a alta voce abbiamo scattato alcune fotografie dalla soggettiva libro; purtroppo per evidenti ragioni non possono essere pubblicate, ma quegli occhi spalancati e mani protese e curiose di bimbi incontrati in biblioteche, piazze e parchi sono testimonianza tangibile di ciò che l'albo attiva, ed è un entusiasmo e una voglia di voltar pagina che ci continua a accompagnarci nella scoperta dei libri per tutta la vita.

Albi illustrati di Marcella Terrusi, edito da Carocci nel febbraio scorso, affronta sistematicamente la nascita dell'albo e ne offre un'analisi strutturale dei suoi linguaggi, con particolare riferimento al rapporto tra testo e illustrazioni. Contiene immagini in bianco e nero dei libri sfogliati e un'attenta bibliografia non solo di albi illustrati, ma anche di strumenti e riflessioni sul picture book dalle origini fino alla rivoluzione della recente editoria italiana ricostruita significativamente dall'abc, ovvero i fondamentali Archinto, Bruno Munari e Coccinella, esempi esaustivi di uno strutturale mutamento di approccio del lavoro culturale del libro  illustrato.

Ad occhi aperti è invece un volume curato da Hamelin con dodici contributi di studiosi, operatori culturali, addetti al settore su diversi lati della lettura multiforme dell'albo. Innanzi tutto delimita con chiarezza il campo dell'albo illustrato, sin dall'introduzione infatti si sgombra il campo da fraintendimenti: "(gli albi) non sono libri come gli altri, solo arricchiti da figure, sono un particolare tipo di libro". Dunque: non è un genere, l'albo illustrato è un particolare tipo di libro. Un libro in cui l'illustrazione è fondamentale nella fruizione del contenuto, così come la composizione grafica, le scelte materiali e di formato, l'aletta che si solleva, l'invito a sfgliare e voltar pagina: "...Si tratta quindi di un'azione che richiede una notevole quantità e articolazione di competenze, parti alla complessità di un linguaggio che vive di una stratificazione di forme, simboli e significati, ma che riesce a fonderli in una sintesi assai efficace, tale da essere compresa pienamente dai bambini lettori" (p. IX). 
Grandi immagini accattivanti a colori dei libri trattati, un'ottima strutturazione di saggi eterogenei ma tutti attenti, realistici e vissuti, bibliografie ragionate di albi, libri illustrati, libri gioco, libri da colorare, saggi critici, strumenti e blog. Dai classici alle ultime novità del panorama editoriale, dalle competenze storico-librarie all'analisi degli aspetti materiali del libro illustrato, una storia fatta di saperi tecnici, mondi immaginari, racconti serali, storie di tutti i giorni...
Come scrive Ilaria Tontardini, qui guardare è leggere.

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