lunedì 22 luglio 2013

Letture vacanziere: sulle tracce del tesoro scomparso

B. Pitzorno,  Sulle tracce del tesoro scomparso, Mondadori 1992

Avevo 9 anni, una grande passione per fossili, dinosauri e reperti di epoche passate e, come il resto dei miei coetanei avevo un binocolo, guardavo tutti i giorni jurassik park, scavavo buche nel cortile della scuola, volevo degli scarponcini da esploratore. 
Divoravo perla dopo perla i libri di una collana della Mondadori che si chiamava Gaia Junior (tutt'ora esiste, ma a parte i vecchi titoli devo dire che fa un po' schifo). Erano storie al femminile, ma per femmine avventurose e tutt'altro che rosa, quelle femmine con le ginocchia sbucciate e che pure un po' in rosa sognano . 

Sulle tracce del tesoro scomparso era il libro che faceva per me: di Bianca Pitzorno, che avevo imparato a conoscere in libri diversissimi tra loro, alcuni da morir dal ridere, altri più seriosi (Ascolta il mio cuore, La casa sull'albero etc.). 

Si tratta di un giallo d'ambientazione archeologica, nel testo sono presenti anche schede d'approfondimento per ragazzini e ragazzine saputelli: sul mestiere d'archeologo, sulla scrittura micenea, sulla leggenda dei tesori nascosti.

Due sorelle, Giulia e Olivia, vengono spedite in vacanza con una nonna fotografa, la quale va a seguire degli scavi archeologici nell'entroterra sardo. Osuni è il nome di un paesino che non esiste, ma ce lo immaginiamo un po' come Orani, dipinto da Claire Nivola (Rizzoli 2013) e nella narrazione della Pitzorno vive a tinte forti.
Dopo essersi tenute un po' da parte, le due ragazzine entreranno in confidenza con gli altri bambini e ragazzi del paese. 
Gli archeologi degli scavi trovano nel frattempo un importante vaso, tesoro che attirerà l'attenzione dell'assistente della nonna fotografa, Luca, che cercherà di rubarlo e rivenderlo. Giulia, sospettosa nei confronti di Luca sin dal principio, guida una banda di investigatori per ritrovare il vaso, dando il via a una serie di equivoci e capovolgimenti. Nel frattempo, Olivia, insieme alla banda dei più piccoli, è sulle tracce di un tesoro nascosto dallo spiritello delle leggende locali: lu siddaddu. 

Questo libro gioca con l'immagine del tesoro, tanto cara ai bambini curiosi, legando quello popolare, fantastico, fatto di ori e gioielli e il tesoro archeologico, a volte fatto di un po' di argilla o qualche coccio. 
Alcune recensioni uscite nel 1988 (anno in cui viene pubblicato da Mondadori) oltre alla trama, al racconto di come è nata la storia e alcune schede didattiche le trovate qui, sul sito della scrittrice.

Buona lettura e buone vacanze, anche per chi non ci va!
Leyla


1 commento:

  1. il link delle schede didattiche non funziona

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