mercoledì 31 ottobre 2012

MercoLadies - Lettera di dimissioni

Oggi segnaliamo un'iniziativa promossa da
Laboratorio di studi femministi «Anna Rita Simeone»
Sguardi sulle Differenze presenta:
venerdì 9 novembre 2012, ore 16
Il tempo dello spazio pubblico
primo incontro del calendario 2012-2013

Discussione sul romanzo di Valeria Parrella, Lettera di dimissioni (Einaudi 2011)
intervengono:
Serena Sapegno, Ilenia De Bernardis, Roberta Alfieri
modera:
Maria Antonietta Passarelli
aula seminario, III piano
Dipartimento di studi europei, americani e interculturali
Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali Università di Roma La Sapienza

Lettera di dimissioni. Scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, Clelia riesce a trovare il suo posto sull’asse del tempo: ha una data d’inizio, il 1914, e persino una capostipite, la nonna Franca, giunta dalla Russia a Napoli, «la città più infernale del Mediterraneo», e a Napoli rimasta.
Innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla città. I suoi genitori – comunisti come si poteva essere comunisti in Italia nel 1968 – hanno scelto di vivere a Pompei, tra le falde del Vesuvio, il mare e le rovine archeologiche.
Quando Clelia incontra Gianni non ha dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi «l’un l’altra come due carte da gioco poggiate in piedi». Per mantenersi lavora come maschera in un teatro, e proprio in teatro farà presto carriera.
Appagata dal successo e dalla stima crescente di chi appena una manciata di anni prima lei stessa guardava con sospetto, Clelia sembra non accorgersi – di fronte ai bivi dettati dal lavoro e dagli affetti – di scegliere sistematicamente il «male minore». Quando però cominceranno «quelle notti insonni che capitano a chi è in continuo commercio con l’esistenza», sarà forse troppo tardi per rendersi conto che qualcosa si è incrinato: «e dicevo sì, quando sapevo che la risposta era no».

 Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l’energia e il coraggio delle storie necessarie. Unendo i temi civili dei suoi primi racconti alla lingua alta conquistata con Lo spazio bianco, l’autrice dà forma a una vicenda che ci riguarda tutti. La storia di Clelia procede di pari passo con quella dell’Italia, e ci restituisce il ritratto di un Paese che ha progressivamente rinunciato al pubblico per il privato, all’etica per il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno di noi continua ad amare «come si amano solo le cose che vengono prima di noi e dopo di noi resteranno».
 Senza dismettere la voce intima e sensuale che le è propria, Valeria Parrella narra la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino alla consapevolezza che «le cose non si compiono all’improvviso, ma all’improvviso le vedi nel loro intero».

Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli. Ha pubblicato Mosca più balena (minimum fax 2003, Premio Campiello opera prima), Per grazia ricevuta (minimum fax 2005, finalista Premio Strega, Premio Renato Fucini, Premio Zerilli-Marimò), Il verdetto (Bompiani 2007) e Ciao maschio (Bompiani 2009). Per Einaudi ha pubblicato Tre terzi (2009), con Diego De Silva e Antonio Pascale, e Lo spazio bianco (Supercoralli, 2008 e Super ET, 2010), da cui nel 2009 è stato tratto il film omonimo di Francesca Comencini. Nel 2010 ha collaborato alla raccolta Sei fuori posto (Einaudi, Stile libero Big), nel 2011 ha pubblicato Lettera di dimissioni (Einaudi, Supercoralli) e nel 2012 Antigone (L’Arcipelago Einaudi). È nel comitato artistico del Teatro Stabile di Napoli e cura la rubrica dei libri di “Grazia”.

leggi tutti i dettagli su: http://www.sguardisulledifferenze.org/?p=541

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