lunedì 19 settembre 2011

UNO SGUARDO SULL'IRAN Rassegna congiunta Biblioteca Rispoli-Biblioteca Villa Leopardi

Abbiamo proposto alla biblioteca Villa Leopardi una piccola rassegna di film iraniani sul tema dell'infanzia, tematica presente in maniera quasi ossessiva nella produzione cinematografica dei più grandi registi contemporanei, i quali hanno coraggiosamente prodotto film dal regime dello scià ai nostri giorni eludendo con questo espediente da censure e controlli.
C'è da interrogarsi su una presenza così rilevante e significativa di storie di bambini, storie piccole e semplici all'interno della cinematografia iraniana contemporanea.
Ecco una serie di titoli tra i film della rassegna in cui l'infanzia ha un ruolo di primo piano: 
The Accordion, di Panahi, God, Construction & destruction, S. Makhmalbaf, episodio di "11'09'01'", La Ricreazione, di Kiarostami, Il Coro, Il pane e il vicolo, Due soluzioni per un problema, Dov'è la casa del mio amico, Bashu.

Hassan Vahedi, senza titolo, olio su tela, 1984
Kiarostami ha iniziato nel 1970 a rendere i bambini attori privilegiati per osservare la quotidianità con uno sguardo lucido, chiaro e poetico: “Il pane e il vicolo” è il suo primo film, il primo di una serie di lungometraggi e cortometraggi che hanno come protagonisti dei bambini. Mossafer, lungometraggio del 1974 è la storia di un bambino di 10 anni che cerca a tutti i costi, alla fine con successo, di vedere le partite della squadra di calcio iraniana e dopo varie avventure ci riuscirà.
È del 1975 Due soluzioni per un problema, cortometraggio dall'apparenza prettamente pedagogico che affronta molti dei grandi temi che rintracciamo nell'intero cinema di K: gli ostacoli della quotidianità, l'amicizia.
Sempre dedicati all'infanzia due documentari degli anni ottanta: Gli scolari (1984) e Compiti a casa (1989).

Nei suoi film ha utilizzato attori bambini non professionisti e ha sempre lavorato riflettendo sul rapporto tra cinema e realtà, sfiorando il documentario, raccogliendo suoni in presa diretta, prestando attenzione alla quotidianità e alle piccole cose.

Kiarostami è stato del resto il fondatore dell'Istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e degli adolescenti, nutre grande fiducia nell'educazione e nell'infanzia.

Dopo di lui, diversi cineasti hanno fatto tesoro delle sue indicazioni sulla semplicità del racconto e l'asciuttezza stilistica, per esempio la famiglia Makhmalbaf. Le figlie di questo grande regista del 1957, per esempio, sono cresciute sui set del padre e tra le sceneggiature della madre, hanno preso parte inizialmente come comparse, addette alla fotografia o aiutanti, poi hanno iniziato a girare piccoli cortometraggi e film, facendo tesoro della tradizione in cui si sono inserite. 

Alla Biblioteca Rispoli abbiamo invece organizzato, insieme alla dottoressa Gaudia Sciacca, una rassegna al femminile, "Uno sguardo sull'Iran. Omaggio alla donna nel mondo in occasione della giornata dell'8 marzo" accompagnata da una doppia esposizione: i gioielli di Fatima Rihai e opere pittoriche di Leyla Vahedi.

Approfondimenti:
Recensione di Danilo Supino su Fuori le mura

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