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domenica 11 dicembre 2011

Amelie Nothomb, Dizionario dei nomi propri

«Se i nomi influenzano il destino delle persone, la piccola Plectrude non potrà che avere un'esistenza straordinaria» A. Nothomb, Dizionario dei nomi propri.

E' da poco stata ospite della Fiera PLPL a Roma, Amélie Nothomb, scrittrice e personaggio di culto non solo in Francia, ma anche in Italia con la promozione della Voland. Vorrei quindi cogliere l'invito e ritagliarmi un po' di tempo con questa scrittrice.  

Alla Rispoli spiccava quel suo tipico cappello che sembra uscito da un romanzo di Dahl e dalla matita di Quentin Blake...matita nera, rossetto scuro, seduta a chiacchierare nell'emeroteca, come se lì passasse tutte le sue pause pranzo!

Le ho passato "Biographie de la faim", in un'edizione economica, tutto scribacchiato dai significati delle parole che non conoscevo ancora... lei mi guarda, sorride, mi chiede come ti chiami, fa qualche commento sull'originalità e provenienza del mio nome, mi restituisce il libro.

Ora ho fra le mani "Dizionario dei nomi propri", la storia di una ragazzina dal nome senza dubbio originale: "se i nomi influenzano il destino delle persone, la piccola Plectrude non potrà che avere un'esistenza straordinaria".
Dedico quindi questo post a tutte le ragazzine costrette a ripetere il loro nome mille volte quando si presentano, con una (lunga vi avverto!) citazione:

La notte che seguì a questo primo incontro, Plectrude si fece questo discorso:
"Lui è per me. Lui è mio. Non lo sa, ma mi appartiene. Io me lo prometto: Mathieu Saladin è per me. Poco importa se sarà tra un mese o tra vent'anni. Io me lo giuro."
Se lo ripeteva per ore, come la formula di un incantesimo, con una sicurezza che in futuro non avrebbe più ritrovato per molto tempo.
Dall'indomani, in classe, dovette arrendersi all'evidenza: il nuovo non la guardava neanche. Lei dardeggiava su di lui i suoi splendidi occhi senza che lui vi facesse il minimo caso.
(...)
Consolazione: è vero che lui non si interessava a lei, ma bisognava ammettere che non si interessava a nessun altro. Mathieu Saladin era sempre dell'identico umore, i suoi lineamenti erano poco mobili, il suo viso non esprimeva nulla al di fuori di un'educazione neutra destinata a tutti. Era molto alto, molto magro e molto fragile. I suoi occhi avevano la saggezza di chi ha sofferto. 

L.

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