lunedì 10 settembre 2012

Sette, libro d’artista ed incisioni



Cartastraccia segnala l'esposizione collettiva
Sette, libro d’artista ed incisioni
 Gianna Bentivenga, Maria Pina Bentivenga, 
Virginia Carbonelli, Alessandro Fornaci, Laura Peres, Giorgia Pilozzi, Lucia Sforza


giovedì 13 settembre - 20 settembre 2012
 dal lunedì al venerdì ore 16.30 - 20.00
a cura di Simona Pandolfi 
Inaugurazione Giovedì 13 settembre 2013 alle ore 19.00. Saranno presenti gli artisti

la___lineaartecontemporanea

via di San Martino ai Monti, 46 - 00184 Roma



La lineaartecontemporanea apre la stagione espositiva 2012/2013 con l’esposizione del libro Sette, un libro d’artista collettivo ideato e realizzato dagli artisti Gianna Bentivenga, Maria Pina Bentivenga, Virginia Carbonelli, Alessandro Fornaci, Laura Peres, Giorgia Pilozzi, Lucia Sforza nel 2012.

Oltre al libro verranno esposte le sette incisioni su carta hanemule (carta hanemule usata anche per la tiratura del libro che consta di 22 esemplari) negli spazi espositivi della linea di via San Martino ai Monti. Tutte le matrici sono state lavorate dai 7 artisti e quindi sono un prodotto collettivo e sperimentale eseguito con tecniche incisorie varie: ceramolle, acquaforte, puntasecca, trapano elettrico, acquatinta. 

La mostra, il libro Sette e le relative incisioni sono il frutto di un lungo lavoro collettivo, iniziato nella galleria lineartecontemporanea di via San Martino ai Monti con il gioco Ehi tu! Quello è il mio spazio! – il cui regolamento è stato redatto da Giorgia Pilozzi – e poi proseguito nello studio d’artista Bentivenga di via Nansen per la tiratura delle opere e la realizzazione dei volumi.

Gli artisti in mostra presentano formazioni differenti: alcuni hanno trovato nell’incisione il terreno privilegiato delle loro ricerche, altri sono soliti sperimentare ulteriori linguaggi come la pittura, la fotografia, l’illustrazione e la video arte. L’intento dell’iniziativa, come spiega il regolamento, era quello di testare una nuova forma di cooperazione tra artisti operanti nello stesso settore in una sfida creativa tra istinto e ragione. Abolito il dogma della proprietà, quasi per una sorta di inversione di senso, la norma fondante del gioco prevedeva l’irrompere nello spazio altrui che può e deve essere conquistato graficamente.

La dimensione ludica ha permesso agli artisti di confrontarsi con varie tecniche (ceramolle, acquaforte, puntasecca, trapano elettrico, acquatinta) e linguaggi. Seppure in misura differente tutti hanno operato –  direttamente o indirettamente mediante consiglio –  sulle sette lastre. Procedendo per strati e per diversi bagni nell’acido, gli incisori hanno manifestato una meditata attenzione formale congiunta a un profondo rispetto per gli interventi di tutti i partecipanti.

Le opere esposte, quindi, “raccontano” l’unione delle diverse cifre stilistiche. In alcune stampe prevalgono schemi astratti soprapposti – segmenti circolari, forme geometriche, piogge di segni e linee incrociate – che si dispongono nello spazio evocando ricordi, suoni interiori, e atmosfere. In altre incisioni, invece, si impongono eterogenei elementi figurativi: l’uomo-totem con lo sguardo rivolto al cielo, l’albero con accanto l’apparizione di un busto di sapore antico inserito in una sorta di buffa tazza da caffè e il “cavallo della fantasia” con il volto coperto da una trama di impronte. Linee che invadono lo spazio, macchie nere che velano graffi sottostanti e sospesi puntini. Ogni concorrente è stato guidato dalle tracce che in precedenza sono state lasciate dagli altri incisori. Il segno dell’Io si sovrappone, si incrocia e si interseca con quelli dell’Altro, creando variazioni, mai dissidi. 

Ed ecco che “per gioco”, quasi inconsapevolmente, i giovani artisti sembrano invitare lo spettatore a confrontarsi con maggior leggerezza con le cose del mondo. Citando Italo Calvino, «Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro…» [Leggerezza, in Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio,1988].

                                                                                                                                    Simona Pandolfi      




la___lineaartecontemporanea associazione culturale
Via di San Martino ai Monti, 46 - 00184 Roma


lunedì - venerdì ore 16.30 - 20.00

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