venerdì 9 marzo 2012

Reinhard Kleist: incontro con l'autore alla Biblioteca Europea.

Castro, Reinhard Kleist, Black Velvet ed.
Ieri alla Biblioteca Europea (Roma) si è tenuto un incontro molto interessante co-organizzato con il limitrofo Goethe Institut.
Tema portante, il graphic journalism; ospite chiave, il tedesco Reinhard Kleist.

L’introduzione è stata curata dal preparatissimo Renato Pallavicini (l’Unità) che in un’ora e mezza ha parlato di fumetto e graphic novel (forestierismo parzialmente osteggiato: “(…)secondo me è tutto fumetto.”), seguendo un percorso storico e iconografico.
Tutto il discorso preliminare è stato strutturato secondo una suddivisione in tre macro aree: fumetto (strisce, albi eccetera), graphic novel, graphic journalism.


Manifesto dell'incontro con R. Kleist 
Nonostante la densità (o forse a causa di questa), la mia attenzione si diluisce verso la fine: il graphic journalism – che conosco molto poco in realtà – appare discontinuo nei contenuti. Si passa da temi d’importanza socio-politica nodale (conflitto in Medioriente) alla cronaca nera passata (a quanto pare molto in voga tra autori ed editori italiani), dall’ossessione narrativa per alcuni personaggi (Pasolini su tutti), alle biografie di personalità rappresentanti mondi molto distanti (Luigi Tenco, Adriano Olivetti).

Il linguaggio dà l’impressione di una ricerca di contaminazione a tutti i costi, quasi come se il medium scelto fosse insufficiente o limitante e nel complesso i risultati (ma l’impressione è solo superficiale) appaiono riusciti a metà.

La lunga digressione sul graphic journalism fa da prodromo all’intervento di Reinhard Kleist e all’inaugurazione della mostra di sue tavole presso la Biblioteca stessa.
Le opere sono tutte tratte da due opere di recente pubblicazione: Habana e Castro, entrambi seguito di un viaggio preparatorio a Cuba, la seconda in particolare è la biografia del leader maxìmo.

Habana, edizione tedesca
Kleist parla a lungo, rispondendo alle domande di Pallavicini e del pubblico, non lesinando dettagli tecnici sul suo lavoro (alcuni direttamente osservabili dalle tavole esposte).
Descrive le sue scelte per la caratterizzazione della figura giovanile di Castro attraverso lo studio dei tratti somatici (la tavola con lo studio del volto è presente nella mostra), dell’uso dei materiali - inchiostri e acquerelli -, dell’applicazione digitale del lettering una volta conclusa l’opera di illustrazione.

Ma la curiosità del pubblico è riservata in gran parte alla sfida culturale di narrare Cuba e la biografia di Castro oggi. Non manca il resoconto di aneddoti interessanti, in particolare quello dell’incontro, in Germania, col rappresentante dei musicisti cubani all’estero, il quale chiese all’autore una copia autografata e con dedica … a Fidel: “Proprio quel Fidel. Ho saputo che Castro possiede una copia di ogni libro che parla di lui”.

Il coinvolgimento emotivo e umano che traspare dai racconti di Kleist conferma uno dei leitmotiv dell’incontro: l’impossibilità di un giornalismo totalmente obiettivo e distaccato.

Nota: La mostra inaugurata ieri durerà fino al 5 aprile (l’ingresso è libero).

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