mercoledì 15 febbraio 2012

NELLA CENERE di G. FACCIOLO alla CENTRALE PRENESTE - teatro per le nuove generazioni


I TEATRINI - Napoli
NELLA CENERE
uno spettacolo di GIOVANNA FACCIOLO

Biglietto € 5,00 posto unico 
Info e prenotazioni: Centrale Preneste 0627801063 - 0625393527 (lun./ven. 10.00/17.00)
liberamente ispirato a Cenerentola
drammaturgia e regia Giovanna Facciolo
scene di Roberto Crea
costumi di Elena Cavaliere e Stefania Virguti
luci Paco Summonte
audio Francesco Rispoli
con Adele Amato de Serpis, Valentina Carbonara, Cristina Messere
età consigliata: dai 6 anni

Dalla famosa scarpetta ad un mare di scarpe. Scarpe, scarpe, scarpe dappertutto, per terra, sospese, impigliate in grandi ragnatele, da riordinare, da pulire, da provare, da riempire di lenticchie, da tenere nascoste, da inseguire, con cui danzare, da calzare per tessere magicamente, con l’arte di un ragno, il vestito per andare al ballo.
La nostra Cenerentola vive tra cenere e polvere, dorme arrotolata nel pentolone del focolare, e lì sogna. Sogna di andare al ballo, di uscire da quell’inferno dove ha perso tutto: la madre, l’amore del padre, la spensieratezza e l’agio in cui viveva, persino il nome. Sogna di riscattarsi da quella cenere che cosparge la sua esistenza, dalla sua condizione di sfruttata e dimenticata, da quelle terribili sorellastre che la costringono a sottostare ad ogni loro volere, secondo le regole del sempiterno bullismo, che come in ogni epoca, ruba ciò che non ha, sfruttandolo e umiliandolo.
E Cenerentola è tutto quello che le sorelle non hanno: è sensibile, paziente, piena di grazia, nonostante tutto quello che deve sopportare. Una grazia che viene dal cuore, che è la sua bellezza, la sua forza. Ed è tra la cenere in cui vive che, con l’aiuto della madre-fata, riafferra le sue radici, la sua identità sepolta, il filo per tessere il proprio destino, per crescere. Cenerentola risorge dalle sue ceneri, è proprio il caso di dire: dal pentolone nascerà una magnifica carrozza e dalle ragnatele un bellissimo vestito. Cenerentola andrà al ballo: per lei ricomincia una nuova vita che le renderà giustizia, dove sarà amata, stimata, apprezzata.
Cenerentola è la fiaba più diffusa nel mondo. Ne esistono infinite versioni, la più antica sembra essere quella cinese. Questa ricchezza è stata stimolo di suggestioni che hanno contribuito molto alla traduzione drammaturgica e registica.
Scheda didattica dello spettacolo
“NELLA CENERE”
Le fonti utilizzate per la creazione dello spettacolo sono state le versioni della favola tratte da Perrault, Grimm, Basile (“Zezzolla”), la versione cinese, quella vietnamita (Tam e Cam), quella dell’Iraq (Il pesciolino rossso e lo zoccoletto d’oro) e quella russa (Vassilissa), oltre al saggio di Adalina Gasparini “La luna nella cenereanalisi del sogno di Cenerentola, Pelle d’Asino, Cordelia. Una favola, dunque, tra le più diffuse, in quanto portatrice di temi e di nodi esistenziali universali, legati a un femminile che sa indagare nell’animo umano al di là di ogni genere, per spiare la vita e il suo dispiegarsi, per svelare i conflitti che la accompagnano. Temi e nodi esistenziali che, come archètipi, sono capaci di parlare alla contemporaneità, attorno ai quali ruota ancora la nostra esperienza reale ed emotiva, quella dei nostri giovani, quella dei nostri bambini.
La perdita della madre, dell’attenzione del padre, dell’amore, portano Cenerentola verso la perdita di sé e del proprio riconoscimento, sancita dalla sua sottomissione a quelle che possiamo definire “figure usurpatrici”, cioè la matrigna e le sorellastre. Le relazioni di potere con cui Cenerentola viene umiliata e sfruttata da loro, ricordano le dinamiche che ritroviamo nel bullismo di oggi, raccogliendo la necessità di richiamare l’attenzione del nostro pubblico su questo aspetto che si presenta sempre più insistente anche nella nostra società contemporanea.
Il riscatto e la riconquista della propria identità, la liberazione dalla condizione in cui è caduta, avvengono, per Cenerentola, quando la madre le si rivela e, come una fata, la aiuta a realizzare il suo sogno, a credere nella sua possibilità. Cenerentola può tessere il proprio vestito, il proprio destino, può crescere: attraverso la testimonianza dell’amore materno, può ritrovare dentro di sé, tra le proprie radici, la forza per liberarsi dalla cenere che cosparge la sua vita, per trasformare il desiderio in volontà, per affermare i suoi valori, il suo mondo. Un mondo dove l’umiltà vince sull’arroganza, la sensibilità sulla grettezza, l’amore sulla crudeltà. Valori, fonte di forza e di determinazione, destinati a vincere, dunque, e non a soccombere nella derisione e nel disprezzo, come succede spesso nelle nostre realtà.
Cenerentola combatte, per riappropriarsi della sua scarpetta che la condurrà verso la ricompensa: l’amore e il rispetto. Un amore ritrovato più adulto, ora che andrà in sposa, perché è avvenuto qualcosa. Cenerentola è cresciuta. Questa è la nostra chiave di lettura della favola, ne esistono e ne possono esistere tante altre, ma è attraverso questa che noi abbiamo scelto di rivolgerci al pubblico che avremo piacere di incontrare.

Centrale Preneste
Teatro per le nuove generazioni
Via Alberto da Giussano, 58 - Roma
domenica 19 febbraio 2012 ore 16.30

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