lunedì 2 gennaio 2012

Bildungsroman a strisce. First Issue.

Le prossime quattro issues della "Testa tra le nuvole" riguarderanno un genus narrativo ricorrente nel cosiddetto romanzo borghese dell’800, ma tipico anche di molta letteratura d’evasione (non è un insulto) novecentesca: mi riferisco al bildungsroman, il romanzo di formazione, versione contemporanea e autoriale dei miti fondati sul rito che nelle società tribali/tradizionali segnava il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
In che modo tutto ciò ha a che vedere con il fumetto?


Dagli anni ’70 in particolare, tra i fumettisti occidentali germinò un modo di concepire il fumetto molto distante sia dalle strisce brevi e autoconclusive che dai classicissimi albi dedicati ai supereroi.
Due aspetti hanno dominato questo cambiamento: la forma dell’opera - non più episodi autonomi legati dalla presenza di un certo gruppo di personaggi, ma un vero e proprio romanzo a fumetti - e l’attrattiva per la realtà (N.B. esistono numerose e celeberrime graphic novel “di genere” e non esattamente realistiche, da Watchmen a Sandman, che hanno per altro mantenuto legami, anche di celebrazione, con gli albi a fumetti tradizionali).
La graphic novel nel tempo ha coperto un ampio margine di generi narrativi, bildungsroman compreso (soprattutto nella forma dell’autobiografia); nelle prossime settimane ho scelto di presentare quattro titoli (tutti di autori statunitensi) che considero particolarmente significativi.
#1 – Black Hole (Charles Burns)
#2 – Ghost World (Daniel Clowes)
#3 – Blankets (Craig Thompson)
#4 – Il bel tempo (Joe Matt)
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#1
Black Hole è un hápax nella storia della graphic novel statunitense e non.
L’opera di Charles Burns può apparire vicina a quella di autori – da Will Eisner a Art Spiegelman – più interessati agli aspetti della realtà (per quanto spesso filtrati da una weltanschauung psichedelica, così come era comune negli anni ’70), eppure se ne distacca, tanto per la densità allegorica del testo quanto per il pesante tratto monocromo, capace di riecheggiare certe opere grafiche espressioniste più che le tradizionali stripes da rivista.
La sinossi è complessa: siamo nella provincia americana, primi anni ’70 (il romanzo è stato pubblicato tra il ’94 e il 2005 N.d.A.); tra gli adolescenti è in via di diffusione un morbo a trasmissione sessuale (“the bug”). La malattia non è mortale, ma si palesa con trasformazioni fisiche irreversibili, a volte quasi invisibili, altre terribilmente deformanti. Alcuni ragazzi colpiti – e per questo emarginati da coetanei e famiglie - si rifugiano nei boschi limitrofi dove creano una micro comunità.
Su questo sfondo si sviluppano le vicende parallele (destinate a divergere e convergere più volte nel corso del romanzo) di due ragazzi: Keith e Christine.
Black Hole è un romanzo sull’adolescenza (gli adulti sono pressoché assenti, il legame con l’infanzia è debole) e sul “trapasso” verso l’età adulta visto oggettivamente come trauma. Gli elementi del testo fluiscono in modo imprevedibile: lo stesso bug, che si presenta come una deformazione fisica, qualcosa di mostruoso (metafora della crescita e dei cambiamenti del corpo nell’ottica di una visione pessimista della maturità), sconvolge le vite dei numerosi attori del testo in un senso non esclusivamente negativo.
La dimensione allegorica, non realistica, è amplificata dagli elementi narrativi collaterali: la droga e l’alcool, trascurabili ai fini della narrazione, ma sintomatici del desiderio - comune ai personaggi - di fuoriuscire dal quotidiano; i sogni incrociati di Keith e Christine; le stupende nature notturne, nelle quali si perdono le tracce della civiltà, salvo poi ricomparire in versione primitiva, sotto forma di feticci inquietanti.
Link utili:
Black Hole è edito da CoconinoPress
Burns Bio su Fantagraphics
Articolo bio-bibliografico dal sito Lo spazio bianco

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